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Exxtreme Female Race: La prima corsa ad ostacoli color rosa.

Exxtreme Female Race: La prima corsa ad ostacoli color rosa.

 

Se ne sente tanto parlare, dalle Spartan Race a tutto il mondo delle OCR, le gare di corsa ad ostacoli stanno prendendo sempre più piede. Sull’idea di spingere l’essere umano fuori dalla sua sedentarietà e della routine dei soliti allenamenti nascono tantissime manifestazioni sportive dove la parola d’ordine è arrivare fino in fondo! 

Io oggi voglio parlarvi di una gara in particolare: la EXXtreme Femal Race. 

Non è un errore ma la doppia X per simboleggiare il famoso “Girl Power”, il cromosoma che farà da protagonista il 7 luglio prossimo a Padova, data nella quale centinaia di donne correranno verso il traguardo superando tantissimi ostacoli naturali e non. 

La Exxtreme Female Race nasce dall’idea di una donna fortissima che ha deciso di creare questo evento insieme alla collaborazione di Ragazze nel Pallone, per sensibilizzare le donne a superare i propri limiti e a superare ogni ostacolo, fisico e mentale devolvendo parte del ricavato delle iscrizioni al Centro Veneto Progetti Donna, lei e Marta Bellesso e ci spiegherà meglio come si svolgerà la gara.

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Ciao Marta, puoi spiegarci in breve chi sei e da dove nasce l’idea di questa OCR? 

Sono da sempre amante di ogni forma di movimento tanto che i miei studi e il mio lavoro sono sempre stati legati a questa mia passione . Sono presidente di un’associazione sportiva il Koru Studio che si occupa di pilates, e da gennaio del Koru Vibe una piccola palestra dove si pratica allenamento funzionale. Da qualche anno mi sono avvicinata alle corse ad ostacoli, prima per gioco, poi ho scoperto che è diventata per me una vera e propria “droga”.

Ho pensato che com’è successo per me, molte altre donne (che spesso vengono definite il sesso debole) potrebbero trarre giovamento dal mettersi alla prova e sfidare i propri limiti.

Da quanto tempo sognavi di creare da 0 un evento sportivo e perchè proprio una gara di questo tipo? 

La cosa strana è che fin dalle prime gare ho pensato a creare un evento del genere, riservato solo alle donne. Nelle classiche corse ad ostacoli le donne sono sempre una netta minoranza rispetto ai partecipanti uomini, forse perché si fanno intimorire dal fatto che ci siano gli ostacoli.

Il mio obiettivo è far appassionare e conoscere questo bellissimo sport, creando un evento che sia per tutte.

Ho sentito dire che ci saranno vari ostacoli ma che tutte, anche le neofite, saranno in grado di superarli. Che consigli puoi dare a noi povere inesperte? 

Innanzitutto tengo a precisare che questa prima edizione non prevede una gara competitiva. Questo è stato deciso fin da subito per coinvolgere anche le più inesperte o chi vorrebbe sfidarsi in qualcosa di nuovo ma spesso si sente frenata per paura o mancanza di stimoli.

Questo tipo di corse prevedono appunto la corsa ma anche il superamento di diversi tipi di ostacoli che vanno dallo strisciare sulla sabbia, arrampicarsi, portare dei pesi per alcuni tratti ,ecc

Per cui il mio consiglio e’ di svolgere allenamenti il più possibili vari alternandoli con un po’ di corsa. 

La prima cosa che mi ha attirata del tuo progetto è il fatto che saremo tra donne e che per te è molto importante la raccolta fondi per il Centro Veneto Progetti Donna, come mai questa scelta? 

Penso che in questo momento storico, dove assistiamo continuamente a diverse forme di suprusi e violenze sulle donne, dobbiamo cercare di stare ancora più unite e se possibile fare qualcosa di concreto per aiutare chi finalmente ha trovato la forza di reagire.

Infatti Uno degli hashtag che più utilizziamo è #insiemeoltreogniostacolo

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Sulla pagina ufficiale della Exxtreme si è parlato di un pacco gara ricco, di docce per le atlete e sopratutto di una mega festa con cibo e musica, io non vedo l’ora ma tu puoi raccontarci qualcosa di più? Siamo curiose! 

Voglio sottolineare che Exxtreme sara’ all’interno di una grandissima manifestazione sportiva “Ragazze nel Pallone “che quest’anno festeggerà i suoi 10 anni. E’ il torneo femminile più partecipato d’Italia e da venerdì a domenica vede l’alternarsi di tornei di calcio, rugby, volley e basket.

La maggior parte delle atlete arriva il venerdì e campeggia fino a domenica all’interno di quello che si può definire una sorta di Woodstock sportivo , dove ci sarà spazio anche per dibattiti, concerti, tanto cibo e aperitivi!

Sembra fantastico, Marta, per te ho l’ultima domanda prima di lasciarti tornare ai preparativi. Sei emozionata? Io tantissimo! 

Sono molto emozionata, c’è ancora tanto lavoro da fare da qui al 7 luglio, ma nella mia testa sarà una grande festa!

Ragazze, io direi che questo è davvero un evento da non perdere, sia per chi già pratica questo tipo di attività sia per chi vuole iniziare come me, ma sopratutto è un esperienza unica ed eccezionale alla quale vorrei incontrarvi tutte una per una. L’unione fa la forza e noi donne sopratutto facendo “rete” siamo capaci di cose enormi e meravigliose.

State ancora esitando? Io sono già iscritta e non vedo l’ora di correre assieme a voi! 

Tutte le info per l’iscrizione le trovate  ragazzenelpallone.it o pagina FB:

EXXTREME FEMALE RACE

Incontinenza da sforzo: un tabù di cui è bene parlare.

Incontinenza da sforzo: un tabù di cui è bene parlare.

L’idea di affrontare questo tabù con voi mi è venuta parlando con alcune mie allieve e leggendo le numerose mail che mi state mandando riguardo all’argomento. Nessuno ne parla ancora apertamente ma purtroppo questo disturbo è molto frequente tra le donne che praticano sport e c’è ancora molta disinformazione alla quale cercherò di fare fronte condividendo con voi alcune informazioni.

Innanzitutto è bene sfatare il primo mito che vede vittime de l’ incontinenza solo le donne anziane o quelle che hanno da poco partorito. Si tratta, infatti, di una patologia che colpisce anche le giovani sopratutto quelle sportive e in buona salute che consiste nella perdita di urina involontaria dovuta ad un aumento della pressione addominale provocata dallo sforzo fisico, da un colpo di tosse, un forte starnuto o dal trasportare grandi pesi. Ma non c’è da allarmarsi, il più delle volte la causa è una debolezza della muscolatura del perineo, che non resiste all’azione della pressione addominale. In Europa le perdite involontarie colpiscono circa il 28% delle donne sportive di varie età, e solamente il 9,8% di non sportive. Le cifre arrivano al 30% tra atlete che praticano sport ad alto impatto.

Sfortunatamente esiste una “lista nera” di attività e sport che se praticati in maniera intensa possono aumentare il rischio di incontinenza da sforzo e tra questi ovviamente troviamo quelli basati su movimenti pliometrici come la pallavolo, il trampolino elastico, la Zumba e lo step, non da meno il crossfit e il sollevamento pesi in generale, al contrario si quelli più soft come lo yoga, il nuoto e la bicicletta. Uno studio francese ha di recente rivelato che tra le praticanti degli sport ad alto impatto il 60% riscontra questo problema e per questo motivo spesso abbandona l’attività. Peccato! Perchè esistono delle soluzioni.

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Innanzi tutto prima di parlare di parlare di rimedi sarebbe il caso di parlare di prevenzione: secondo alcune ricerche uno dei motivi più plausibili per l’insorgere di questo disturbo sarebbe la cattiva abitudine di ritardare il momento di andare al bagno. Trattenere la pipì troppo a lungo rende vescica più debole e accentua le possibilità di una infiammazione.

Imparare a respirare correttamente durante lo forzo fisico è una delle prima chiavi per prevenire e combattere queste perdite. E’ importante non trattenere il fiato, restare in apnea, durante uno sforzo, come ad esempio un sollevamento o un balzo al fine di non incrementare la pressione intra-toracica e addominale. I migliori professionisti consigliano ed insegnano la giusta respirazione per ogni esercizio. Espirare dalla bocca nel momento di massimo sforzo muscolare sicuramente è da tenere a mente.

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Contrariamente alla maggior parte dei muscoli del nostro corpo, i muscoli del pavimento pelvico non si allenano con i pesi e sono davvero molto difficili da attivare. Ma niente paura si possono sempre imparare gli esercizi di Kegel, che consistono in una serie di contrazioni e rilasciamenti della zona del perineo. Da praticare anche più volte al giorno perchè invisibili agli occhi degli altri potete trovare tutte le info e le spiegazioni QUI.

Subito dopo un il parto alcune donne avvertono il fastidio in maniera molto accentuata e iniziano così un percorso di rieducazione perineale. Questo tipo di “fisioterapia” delle parti più delicate di noi donne viene praticata dalle ostriche specializzate o da kiropartici e consiste in una serie di esercizi da praticare da soli con l’ausilio di piccoli attrezzi specifici o elettro-stimolazioni mirate a ristabilire laconicità del pavimento pelvico. Recentemente queste tecniche vengono consigliate dai ginecologi anche alle giovani donne senza figli per curare e prevenire l’incontinenza da sforzo.

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Quanto tutte le tecniche e i rimedi sopra elencati non sembrano funzionare niente paura. Un piccolo intervento chirurgico, realizzabile in ambulatorio, sarà sicuramente la soluzione definitiva. Si tratta di posizionare una piccola banda elastica sintetica sopra l’uretra come a formare una piccola “amaca”, cioè a rimpiazzare il legamento lasso permettendo di tornare agli allenamenti senza problemi già dalle due alle quattro settimane dopo l’intervento.

Niente paura allora, c’è sempre una soluzione a tutto e come vedete a volte di piccoli o grandi che siano, dei problemi basta parlarne. Rivolgetevi sempre al vostro ginecologo e parlate con le vostre amiche e colleghe dell’incontinenza da sforzo perchè come avrete capito non è un tabù che è bene sradicare per stare meglio e allenarci meglio.

Tecniche e dispositivi innovativi per liberare l’energia e migliorare la performance.

Tecniche e dispositivi innovativi per liberare l’energia e migliorare la performance.

Sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporvi e studiare per incrementare il nostro livello di fitness, ecco per voi la mia ultima recentissima scoperta: EFT Training. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

Ma EFT acronimo di Emotional Freedom Technique, è una ideazione di Gray Craig, un ingegnere della università di Stanford che sembra abbia compreso la chiave per vivere meglio e diventare più forti.
Questo metodo arriva da noi appena adesso ma in Francia è in uso già dal 2003 e la comunità scientifica ne constata l’efficacia sul lungo termine escludendo l’effetto placebo.
La “ tecnica di liberazione emozionale” non ha nessuna controindicazione. Si tratta di applicare pressione in alcuni dei principali punti di agopuntura per far circolare meglio un “energia” bloccata all’interno dei meridiani; classico concetto della medicina tradizionale cinese.

EFT
Combattere un blocco emozionale o fisico, ecco cosa potrebbe tornare utile a ogni sportivo come noi!
Ho letto un intervista rilasciata da Geneviév Gagos, la rappresentante di questa tecnica in Francia che racconta di come ha aiutato moltissimi atleti. Un caso eclatante, è quello di un noto tennista che lamentava un insolito dolore alla spalla, talmente forte da temere di dover chiudere la sua carriera. Utilizzando la tecnica dell’EFT sembrerebbe che l’atleta abbia scoperto che la sua energia era bloccata non solo a livello muscolare ma anche emozionale, la sua paura di essere sconfitto aveva creato un blocco energetico tale da provocare dolore alla spalla.
Ma come funziona questa tecnica? Il terapista insegna individualmente una sequenza di 8 punti da memorizzare per diventare i vostri propri terapisti.
Questa sequenza di base è molto facile da fare da soli. Immaginate di sentire un pò di tensione la tendine di Achille, sarà possibile ( sempre che non sia qualcosa di profondo e degno di un parere medico) farla sparire applicando questa sequenza. L’EFT agisce su questa sfera sia fisica che mentale proponendo un approccio ai problemi psicosomatici davvero innovativo.
Anche i sentimenti negativi come “non ci arriverò mai! “, “ e’ troppo difficile!” possono essere spazzate via. Dall’emicrania ai dolori muscolari, dagli acufeni alla gastrite…è possibile averne sollievo descrivendo specificatamente il dolore e effettuando i gesti di “tamponamento”. Questi tocchi, pressioni o lievi pizzicanti si possono fare da soli o essere svolti da un terapeuta e rappresentano la via più semplice, anche se meno profonda, per accedere alla antica tecnica orientale derivata dalla agopuntura, digito pressione. Ovviamente, senza sostituire il medico o il fisioterapista in caso di infortunio, se si conoscono bene le aree da trattare e il modo di “tamponare”, termine proprio di questa tecnica, si possono ottenere anche grandi miglioramenti nella respirazione, nel rilassamento e quindi nella performance.
Ma non è finita qui…e se vi dicessi che oltre alla tecnica di digito-pressione EFT esiste anche un piccolo attrezzo in grado di stimolare correttamente uno dei punti più importanti della agopuntura?

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Infatti è appena nato CRAB®, un dispositivo innovativo e funzionale che rivoluziona il proprio modo di respirare grazie alla digito pressione. È realizzato con materiali totalmente atossici e anallergici. Risulta confortevole quando applicato sulla mano, grazie alla sua leggerezza e alla finitura dei materiali.
Crab® si basa sull’applicazione dell’arte orientale terapeutica Shiatsu. Agisce con una pressione mirata sui punti di digito pressione della mano (Li4) corrispondenti al polmone e all’intestino, tra il pollice e l’indice. Questi punti migliorano la condizione psicofisica generale, aumentando la capacità di immagazzinare ossigeno e riducendo i dolori fisici muscolari e articolari.

CRAB® non rilascia energia, ma favorisce un equilibrio energetico nel corpo.

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Io lo sto provando da qualche tempo e devo dire che dopo un pò di scetticismo e qualche minuto di “ambientamento” ho la netta sensazione, sopratutto durante la corsa, di respirare meglio e di riuscire anche ad essere più rilassata nella postura.
Se vuoi sapere di più su queste ultime novità prova a cliccare Powercrab o eft.

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