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Incontinenza da sforzo: un tabù di cui è bene parlare.

L’idea di affrontare questo tabù con voi mi è venuta parlando con alcune mie allieve e leggendo le numerose mail che mi state mandando riguardo all’argomento. Nessuno ne parla ancora apertamente ma purtroppo questo disturbo è molto frequente tra le donne che praticano sport e c’è ancora molta disinformazione alla quale cercherò di fare fronte condividendo con voi alcune informazioni.

Innanzitutto è bene sfatare il primo mito che vede vittime de l’ incontinenza solo le donne anziane o quelle che hanno da poco partorito. Si tratta, infatti, di una patologia che colpisce anche le giovani sopratutto quelle sportive e in buona salute che consiste nella perdita di urina involontaria dovuta ad un aumento della pressione addominale provocata dallo sforzo fisico, da un colpo di tosse, un forte starnuto o dal trasportare grandi pesi. Ma non c’è da allarmarsi, il più delle volte la causa è una debolezza della muscolatura del perineo, che non resiste all’azione della pressione addominale. In Europa le perdite involontarie colpiscono circa il 28% delle donne sportive di varie età, e solamente il 9,8% di non sportive. Le cifre arrivano al 30% tra atlete che praticano sport ad alto impatto.

Sfortunatamente esiste una “lista nera” di attività e sport che se praticati in maniera intensa possono aumentare il rischio di incontinenza da sforzo e tra questi ovviamente troviamo quelli basati su movimenti pliometrici come la pallavolo, il trampolino elastico, la Zumba e lo step, non da meno il crossfit e il sollevamento pesi in generale, al contrario si quelli più soft come lo yoga, il nuoto e la bicicletta. Uno studio francese ha di recente rivelato che tra le praticanti degli sport ad alto impatto il 60% riscontra questo problema e per questo motivo spesso abbandona l’attività. Peccato! Perchè esistono delle soluzioni.

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Innanzi tutto prima di parlare di parlare di rimedi sarebbe il caso di parlare di prevenzione: secondo alcune ricerche uno dei motivi più plausibili per l’insorgere di questo disturbo sarebbe la cattiva abitudine di ritardare il momento di andare al bagno. Trattenere la pipì troppo a lungo rende vescica più debole e accentua le possibilità di una infiammazione.

Imparare a respirare correttamente durante lo forzo fisico è una delle prima chiavi per prevenire e combattere queste perdite. E’ importante non trattenere il fiato, restare in apnea, durante uno sforzo, come ad esempio un sollevamento o un balzo al fine di non incrementare la pressione intra-toracica e addominale. I migliori professionisti consigliano ed insegnano la giusta respirazione per ogni esercizio. Espirare dalla bocca nel momento di massimo sforzo muscolare sicuramente è da tenere a mente.

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Contrariamente alla maggior parte dei muscoli del nostro corpo, i muscoli del pavimento pelvico non si allenano con i pesi e sono davvero molto difficili da attivare. Ma niente paura si possono sempre imparare gli esercizi di Kegel, che consistono in una serie di contrazioni e rilasciamenti della zona del perineo. Da praticare anche più volte al giorno perchè invisibili agli occhi degli altri potete trovare tutte le info e le spiegazioni QUI.

Subito dopo un il parto alcune donne avvertono il fastidio in maniera molto accentuata e iniziano così un percorso di rieducazione perineale. Questo tipo di “fisioterapia” delle parti più delicate di noi donne viene praticata dalle ostriche specializzate o da kiropartici e consiste in una serie di esercizi da praticare da soli con l’ausilio di piccoli attrezzi specifici o elettro-stimolazioni mirate a ristabilire laconicità del pavimento pelvico. Recentemente queste tecniche vengono consigliate dai ginecologi anche alle giovani donne senza figli per curare e prevenire l’incontinenza da sforzo.

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Quanto tutte le tecniche e i rimedi sopra elencati non sembrano funzionare niente paura. Un piccolo intervento chirurgico, realizzabile in ambulatorio, sarà sicuramente la soluzione definitiva. Si tratta di posizionare una piccola banda elastica sintetica sopra l’uretra come a formare una piccola “amaca”, cioè a rimpiazzare il legamento lasso permettendo di tornare agli allenamenti senza problemi già dalle due alle quattro settimane dopo l’intervento.

Niente paura allora, c’è sempre una soluzione a tutto e come vedete a volte di piccoli o grandi che siano, dei problemi basta parlarne. Rivolgetevi sempre al vostro ginecologo e parlate con le vostre amiche e colleghe dell’incontinenza da sforzo perchè come avrete capito non è un tabù che è bene sradicare per stare meglio e allenarci meglio.

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